Cantieristica Navale e Nautica

Lo sapevi?

 

L’Italia, grazie ai suoi 8.400 chilometri di costa, ha un patrimonio marittimo senza pari. Tuttavia, nonostante la favorevole configurazione costiera e la cultura nautica che lo contraddistingue, il no­stro Paese, sottovalutando le enormi potenzialità della risorsa “mare”, è rimasto, per anni, inerte dinanzi al fiorire del diportismo nautico mondiale consentendo ad altre realtà, morfologicamente meno dotate, di imporsi in tale ambito. Per anni, le Istituzioni e la pubblica opinione hanno considerato il diporto nautico come un passa­tempo elitario “fiscalmente perseguibile”, ignorando, in sostanza, le migliaia di diportisti che, con sentimento e sacrificio, si dedicavano alla loro passione. Fortunatamente stiamo vivendo, oggi, una sostanziale ridefinizione del concetto di diporto. Lo Sta­to ha acquisito la necessaria consapevolezza sulle potenzialità del settore ed ha avviato una forte fase di rilancio della nautica da diporto. Il nuovo corso dell’atteggiamento normativo congiuntamen­te all’opera di proletarizzazione concettuale del diportismo nautico portata avanti dalle associazioni di categoria, pongono le basi per una concreta rideterminazione del settore tesa, sicuramente, al consolidamento ed al superamento dei traguardi già raggiunti all’estero ma, soprattutto, allo svi­luppo del mercato interno. Nautica da diporto e cantieristica navale rappresentano, assieme alle attività di logistica portuale ed ai trasporti marittimi, le colonne portanti dell' "economia del mare" in Italia. L'industria cantieristica navale in Italia rappresenta una realtà molto composita che include la pro­duzione di grandi navi da trasporto o da crociera, essenzialmente concentrata nelle aziende più grandi del settore, dei natanti da diporto, che si distingue per un forte dinamismo, e l'insieme delle aziende dell'indotto delle grandi imprese e di quelle che si occupano delle riparazioni. L'industria cantieristica navale in Italia è molto diversificata sia per quanto si riferisce alle relazioni industriali, sia per la struttura produttiva, e presenta una polarizzazione fra un piccolo numero di imprese di medie e grandi dimensioni (tra le quali Fincantieri è senza dubbio la più grande) e molte piccole aziende. Una questione importante per il settore nel suo complesso è quella del peso cre­scente degli appalti e delle esternalizzazioni: tale situazione sta ponendo sfide rilevanti per l'azione sindacale. Inoltre, per le imprese coinvolte nella costruzione di grandi navi da trasporto e da cro­ciera, saranno particolarmente significative le decisioni che l'Unione Europea ed il governo italiano, rispettivamente, prenderanno in tema di protezione del settore dalla concorrenza dei paesi dell'E­stremo Oriente e sulla privatizzazione di Fincantieri.  Un aspetto importante dell'organizzazione della produzione nel settore è l'ampio ricorso all'ou­tsourcing ed alla terziarizzazione. Per quanto riguarda la vera e propria costruzione navalmeccani­ca, secondo fonti sindacali, all'interno di Fincantieri lavorano 9,000-10,000 lavoratori di imprese e­sterne, ai quali vanno aggiunti i dipendenti che si occupano dell'installazione di impianti ed arredi interni. Si tratta di una caratteristica che ha un'influenza notevole sulle relazioni industriali e costi­tuisce un argomento importante della contrattazione collettiva a livello aziendale. Per quanto riguarda l'andamento economico del settore, il comparto dei natanti da diporto mostra ormai da anni una tendenza allo sviluppo, trainata dalle esportazioni e da una progressiva acquisi­zione della leadership in nicchie di mercato particolari, come quella dei cosiddetti "super yacht".