Il profilo del diportista

Chi sono?

 

La terza indagine sul turismo nautico in Italia – condotta da AMI - CENSIS - conferma, innanzi­tutto, la tendenza da tempo in atto del carattere diffusivo che contraddistingue il diportismo. Si mol­tiplicano, infatti, forme di avvicinamento a tale attività che la rendono più accessibile, a misura di tutte le tasche. Il 68,7% dei diportisti italiani utilizza la barca di proprietà, il 15,9% quella di parenti e amici, mentre nel 15,4% dei casi si tratta di «diportisti a noleggio» (percentuale più che raddop­piata dal 2002). Rispetto al passato, cresce la percentuale di chi va per mare con una imbarcazio­ne in affitto, dunque, e anche di chi sceglie di comprare mezzi meno costosi, privilegiando gom­moni o barche a motore rispetto alla vela. La 3a Indagine di AMI (Assistenza Mare Italia) e Censis sul turismo nautico evidenzia, però, che tra i diportisti che effettuano crociere nautiche continua a crescere la dimensione media delle imbarcazioni (nel 2008 supera i 10 metri) e soprattutto la loro potenza (nel 2008 arriva a una media di 140 cavalli motore a fronte dei 75 del 2002). Il diportista italiano non si limita a un utilizzo sporadico dell’imbarcazione. L’84% trascorre in media 15 o più giorni in mare nel corso di un anno. E il 73% ha trascorso periodi di vacanza con almeno due notti di pernottamento sull’imbarcazione. La quasi totalità dei turisti nautici utilizza l’imbarcazione nelle vacanze estive (92%), ma è significativa anche la quota di coloro che riescono a utilizzarla nel fine settimana (il 69,5%), il 28% riferisce un uso durante le vacanze invernali ed il 23% in altri periodi dell’anno. È in crescita la quota di coloro che privilegiano i posti barca di proprietà (il 26,8% rispetto al 18,5% registrato nel 2002), le cui spese accessorie annuali ammontano mediamente a 1.813 euro. La modalità più diffusa, utilizzata dal 56% del campione, resta però l’affitto annuale dei posti barca, il cui costo medio nel 2008 è di 3.391 euro.   I diportisti sono ancora in prevalenza uomini, ma negli ultimi anni è aumentata la «quota rosa». Nel 2002 più di 9 diportisti su 10 erano uomini, oggi quasi un diportista ogni cinque è donna. In crescita l’età media: il 47% ha un’età superiore a 55 anni, uno su cinque è over 65.  L’utenza-tipo del diportismo continua ad allontanarsi dal concetto di nicchia, collocandosi trasver­salmente ai diversi livelli sociali ed economici. Non si tratta solo di persone che ricoprono ruoli pro­fessionali (31%) o dirigenziali (6,5%), ma anche di impiegati (16,7%) e pensionati (un quarto del totale). Tutti, comunque, si distinguono per un livello di istruzione piuttosto elevato: poco meno del 46% ha conseguito una laurea e quasi il 42% ha raggiunto il diploma superiore.